La sinfonia: origini, classicismo, romanticismo e Novecento

STORIA DELLA MUSICA

Cultura orchestrale indispensabile al cantante d'opera per equilibrarsi con l'orchestra in buca e in concerto.

Fonte Jean Mislin · Musicologo, organista e direttore di coro · insegnante di Adeline Toniutti Nell'ambito delle ricerche di Adeline Toniutti

Che cos'è la storia della sinfonia?

La storia della sinfonia segue il passaggio dalla musica strumentale d'intermezzo a un genere autonomo: dall'ouverture italiana (vivo-lento-vivo) alla forma in quattro movimenti fissata dalla scuola di Mannheim, da Haydn e Mozart, poi allargata da Beethoven e dal romanticismo. Per il cantante è cultura d'orchestra: collocarsi, respirare e dialogare con la buca.

Origini: dal greco all'ouverture italiana

La parola viene dal greco sun (insieme) e phonein (suonare): fusione dei suoni, ogni musica non monodica. Nel Rinascimento designa pezzi strumentali vari. Nei secoli XVII e XVIII sono spesso ritornelli e intermezzi d'opera (Schütz, Sinfoniae sacrae 1629; Charpentier; Delalande a corte).

In Italia Alessandro Scarlatti (1660-1725) chiama sinfonie le ouverture delle sue opere. Il genere nasce davvero quando quelle ouverture si suonano in concerto da sole, sul piano vivo-lento-vivo. Vivaldi scrive 18 sinfonie dal 1716 (soprattutto archi); Sammartini (prima sinfonia 1734) fa da cerniera tra barocco e stile galante. Rousseau (1775) precisa già che «sinfonia» può indicare ogni musica strumentale, pura o mista alle voci.

Mannheim, Haydn, Mozart: il classicismo

La scuola di Mannheim (Johann Stamitz, Richter, Cannabich, Karl Stamitz), ponte tra barocco e classicismo, fissa l'orchestra classica: corpo d'archi solido (circa 20 violini, 4 viole, 4 violoncelli, 2 contrabbassi), legni a due, corni, trombe, timpani; tre gruppi concertanti. Aggiunge il minuetto in terza posizione, struttura il primo movimento in forma-sonata e diffonde crescendo e decrescendo d'orchestra. In Francia Gossec (una sessantina di sinfonie) e il Concert Spirituel preparano il terreno.

Haydn (1732-1809) affina il genere al punto da essere chiamato, un po' esageratamente, il padre della sinfonia. Dopo prove in tre movimenti (Il Mattino, Il Mezzogiorno, La Sera), scrive in quattro, attraversa lo Sturm und Drang (n. 45 Gli Addii in fa diesis minore) e dà le sei parigine (n. 82-87, 1785-86) e le dodici londinesi (n. 93-104, 1791-95). Mozart lascia 41 sinfonie; le tre ultime del 1788 (n. 39 in mi bemolle, 40 in sol minore, 41 Jupiter in do), non eseguite in vita, coronano con Haydn il Settecento. La musica strumentale diventa oggetto d'ascolto, non più semplice ornamento di festa.

Beethoven e la sinfonia romantica

Beethoven (1770-1827) eredita lo stampo classico ma ne allarga spirito e dimensioni. Nove sinfonie (1799-1824): le n. 1 e 2 ancora vicine a Haydn e Mozart; l'Eroica (1804) di nuova ampiezza; la Quinta (1808, Theater an der Wien) unificata dalla cellula del destino; la Pastorale in cinque movimenti; la Nona (1824) con cori e solisti sull'inno di Schiller, modello per Wagner e Mahler. Il minuetto cede allo scherzo (tranne n. 1 e 8); orchestrazione secondo il valore espressivo degli strumenti.

Schubert (nove, Incompiuta, Grande in do) unisce temi cantabili e armonia audace. Mendelssohn (cinque, tra cui Italiana e Scozzese) privilegia chiarezza e orchestrazione ariosa. Schumann (quattro, Primavera e Renana) annuncia il procedimento ciclico. In Francia Berlioz inventa la sinfonia drammatica a programma: Fantastica (1830), Harold in Italia, Romeo e Giulietta, Funebre e trionfale.

Post-romanticismo, scuole nazionali e soglia del Novecento

Dopo il 1850 Liszt (Faust, Dante), Bruckner (nove vaste sinfonie, scrittura contrappuntistica, orchestra massiccia, fino a otto corni nell'Ottava) e Brahms (quattro sinfonie di musica pura, 1876-1885, con finale a ciaccona-variazioni nella Quarta) segnano il post-romanticismo germanico. Mahler (dieci sinfonie, 1885-1911, e Il Canto della Terra 1908) unisce la voce umana a un'orchestra nutrita ma spesso leggera, vicina al Lied orchestrale, e apre già il Novecento.

In Francia: Franck (sinfonia in re minore, 1886-88), Saint-Saëns (n. 3 «con organo», dedicata a Liszt, Liverpool poi Parigi 1887), Bizet, Chausson, Dukas. Altrove: Dvořák (nove), Čajkovskij (sei, Patetica), Rimskij-Korsakov, Borodin, Sibelius (sette, 1898-1924). Ogni scuola prolunga il dialogo tra forma classica, colore nazionale e densità orchestrali che il cantante deve equilibrare in buca.

Cronologia e opere chiave

  • 1716-1734: Vivaldi, Sammartini; sinfonia italiana in concerto.
  • verso il 1750: Mannheim; quattro movimenti, forma-sonata, crescendo d'orchestra.
  • 1785-1795: parigine e londinesi di Haydn; triade mozartiana del 1788.
  • 1804-1824: Beethoven, dall'Eroica alla Nona corale.
  • 1830: Berlioz, Sinfonia fantastica; programma e timbri strutturali.
  • 1876-1911: Brahms, Bruckner, Mahler; post-romanticismo e voce in orchestra.

Domande frequenti sulla sinfonia

Quanti movimenti ha una sinfonia classica?

Di regola quattro: allegro (spesso forma-sonata, talvolta con introduzione lenta), movimento lento, minuetto poi scherzo, finale vivace. Beethoven fa eccezione con la Pastorale (cinque) e la Nona (cori).

Perché Haydn è detto padre della sinfonia?

Perché affina il genere (quattro movimenti, orchestra ampliata, forma-sonata) fino ai modelli parigini e londinesi; l'etichetta è un po' esagerata, il genere esisteva già a Mannheim e in Italia.

Che cos'è una sinfonia a programma?

Un'opera il cui soggetto letterario o programma guida i movimenti (Berlioz, Fantastica; Liszt). Non è solo meditazione: il dramma si gioca in stile diretto, con timbri e a volte voce.

In che modo aiuta il cantante?

Capire l'orchestra calibra respiro, colore e dialogo con la buca, soprattutto quando la voce entra nella sinfonia (IX di Beethoven, Mahler) o affronta un accompagnamento denso.

Quale opera ascoltare per prima?

Classicismo: una londinese di Haydn o la 40 di Mozart. Romanticismo: la Quinta di Beethoven e poi la Fantastica di Berlioz. Poi Brahms I o Mahler II se si cercano coro e grande orchestra.

Fonti e citazioni

Riferimenti e citazioni per approfondire l'argomento.

  • Jean Mislin: musicologo, organista e direttore di coro, insegnante di Adeline Toniutti. Note nell'ambito delle ricerche di Adeline Toniutti.

PASSARE ALLA PRATICA

Dialogare con l'orchestra, non solo leggerla

Collegate storia della sinfonia, cultura di buca e tecnica vocale con il team CALYP di Adeline Toniutti.