Cantare intonati, cantare stonati
ANATOMIA DEL CANTO
Il gesto vocale è influenzato da molteplici parametri che, ben regolati, correggono l'intonazione e dispiegano un ampio ventaglio di possibilità vocali.
ANATOMIA DEL CANTO, CAPITOLO 2
Una coreografia interiore
«Canti stonato!» Come una maledizione, chi riceve l'etichetta di "stonato" viene punito e si priva della straordinaria gioia di cantare. Eppure il gesto vocale è influenzato da molteplici parametri che, ben regolati, correggono l'intonazione e dispiegano un ampio ventaglio di possibilità vocali. Sta a voi coordinare il movimento del vostro corpo, come un corpo di ballo, per progredire.
«Il canto non è che movimento; tocca a noi trovare la sua coreografia.»
Adeline Toniutti, Anatomie du Chant (Marabout, 2024)
I 3 CONCETTI
Cantare nel verso giusto, al contrario, intonati
Utilizzerò 3 concetti per aiutarvi a definire chiaramente i contorni di una tecnica vocale sana.
1° concetto: cantare nel verso giusto e intonati
L'obiettivo del cantante è "cantare nel verso giusto". Lo si può definire per opposizione a "cantare al contrario". Si dice anche "avere la voce nel verso giusto o al contrario". "Cantare nel verso giusto" o "mettere la voce nel verso giusto" significa produrre un suono cantato, una performance, che risponde a tre condizioni di uguale priorità:
- Dà un risultato considerato corretto da un pubblico di professionisti del mondo della musica.
- Il livello di performance è costante, ovvero il modo di cantare permetterà di ripetere il gesto vocale quante volte richiesto.
- Il suono è morbido e confortevole: nessuna stanchezza si avverte dopo la performance, se non la normale fatica fisica.
Cantare nel verso giusto equivale quindi a produrre un suono accompagnato da un gesto vocale che consentirà un miglioramento perpetuo della performance garantendo al contempo un comfort fisico. Per comfort fisico si intende che alla fine della sessione di canto il cantante non avverte alcun disagio né dolore a livello della gola.
Cantare rimane un esercizio fisico. Una stanchezza può farsi sentire, ad esempio a livello dei muscoli addominali, ma cantare non deve mai provocare affaticamento delle corde vocali.
2° concetto: cantare al contrario
Al contrario, se la performance non è corretta, ovvero può non essere validata da professionisti della musica o la tecnica vocale è scadente, si dice che si "canta al contrario" o che si ha "la voce al contrario". Il suono può sembrare corretto con una cattiva tecnica vocale, ma questo gesto sbagliato, ripetuto nel tempo e con la stanchezza ricorrente, può causare lesioni disfunzionali che appariranno più tardi con conseguenze più gravi per le corde vocali.
3° concetto: cantare "intonati" in opposizione a cantare "stonati"
Cantare intonati è la capacità di riprodurre in modo identico le note di una melodia. Devono essere alla stessa altezza del modello ascoltato.
Che cosa produce la capacità di cantare intonati? L'orecchio riceve un segnale sonoro, un'onda di una certa frequenza, e lo trasmette al cervello che potrà poi rinviare l'informazione attraverso i nervi alle corde vocali per produrre la stessa frequenza.
«L'intonazione è determinata dall'orecchio interno, organo neurosensoriale. È lì che intervengono i primi meccanismi di percezione dell'altezza della nota.» Dr Bruno Coulombeau, foniatra
«L'intonazione passa per una rappresentazione mentale del suono che si trova in perfetta adeguatezza con la forma che si dà alla laringe e la tensione che si imprime ai muscoli. Non è necessariamente alla portata di tutti; richiede lavoro.» Dr Romain Pérouse, chirurgo ORL
L'INTONAZIONE
Cantare stonati
Cantare stonati significa produrre un suono la cui frequenza non è corretta rispetto all'altezza attesa. Possono esserci diverse cause principali, tra cui:
- Il gesto vocale non è ottimizzato. Per esempio, la pressione sottoglottica non è sufficientemente controllata per far vibrare le corde vocali alla frequenza giusta, il che ha come conseguenza il cantare troppo basso ("cantare blu") o troppo alto. Questo può essere corretto trovando un gesto vocale più appropriato.
- Lo stress può influire sull'ascolto della musica: l'orecchio è soggetto ai cambiamenti emotivi. La concentrazione e la performance possono essere compromesse in una situazione stressante.
- Cantare stonati può risultare da un problema di udito. O si è ascoltata male la musica, e allora si può cercare l'orecchio dominante; oppure esiste una patologia uditiva, nel qual caso è necessario consultare uno specialista.
«In ogni caso, prima di cercare di cantare intonati, mi sembra essenziale diventare musicisti, imparare ad ascoltare la musica, a sentire la melodia.»
L'onda sonora è una vibrazione che passa attraverso il corpo, che si può sentire con la mano, quindi non bisogna esitare a toccare le corde del pianoforte, per esempio, per sentire la vibrazione e correggere problemi di intonazione e ritmo.
IN PRATICA
Trovare e risvegliare l'orecchio dominante
ESERCIZIO
Il telefono squilla, a quale orecchio lo avvicini?
Obiettivo: cercare l'orecchio dominante.
Per correggere un problema di intonazione, cominciate verificando di aver identificato correttamente il vostro orecchio dominante. Per farlo esistono vari trucchi.
Quando prendete il telefono, istintivamente, a quale orecchio lo avvicinate? Questo è il vostro orecchio dominante!
Scrivete con la mano destra o sinistra? In genere, l'orecchio dominante è dal lato della mano con cui si scrive.
E se scrivete con la destra e prendete il telefono con la sinistra, è spesso il segno di un problema: non siete in sintonia con il vostro orecchio dominante.
ESERCIZIO
La mosca dietro la mano
Obiettivo: risvegliare l'orecchio dominante.
Appoggiate la mano alla mascella, davanti alla bocca, e fate il vocalizzo della mosca, le labbra a forma di bacio senza forzare, con dinamica piano o mezzo forte. Quando salite verso gli acuti, la voce vorrà passare in voce di testa; lasciatela fare.
Create così un padiglione di risonanza e sentirete la vibrazione dello "zzz" fino all'orecchio. Risvegliate le sensazioni nel vostro orecchio dominante.
Questo vocalizzo viene spesso usato nel postoperatorio per "massaggiare" le corde vocali l'una con l'altra. Serve anche a dissipare al risveglio le secrezioni accumulate durante la notte o quando si è malati. Migliora molto rapidamente la qualità del suono.
Questo esercizio deve essere eseguito rispettando i cinque punti pivot. Se soffrite di una patologia delle corde vocali, consultate il vostro specialista.
PER APPROFONDIRE
La musica e il cervello
Che cosa accade nel cervello quando cantiamo? È la domanda che Adeline ha posto a un amico cantante e neurochirurgo, il Dr Gilles Zah-Bi.
Bisogna sapere innanzitutto che nasciamo con un capitale di neuroni. Le connessioni tra i neuroni, però, possono adattarsi nel corso della vita in funzione delle stimolazioni e del nostro stile di vita. Il cervello non è quindi costituito da zone fisse. Da ormai più di vent'anni sappiamo che è fatto di reti interconnesse con lievi variazioni tra gli individui. Il cervello presenta una cartografia quasi propria di ciascuna persona, un po' come l'impronta digitale.
Quando ascoltiamo un suono
Le funzioni che si interconnettono quando ascoltiamo un suono sono: l'area dell'udito; l'area della memoria, dell'emozione e della ricompensa; le funzioni cognitive.
La musica è capace di stimolare il nostro cervello nella sua totalità. Il timpano riceve una vibrazione che viene trasformata da un impulso nervoso e inviata al cervello: il cervello riceve solo impulsi nervosi. Il Dr Gilles Zah-Bi sottolinea che la musica attiva fin dal suo ascolto le zone della memoria e dell'emozione nel cervello, che ne siamo consapevoli o meno.
Un legame con il nostro vissuto
Una delle mie professoresse all'Università Paris-IV Sorbona mi ha raccontato di essere andata a incontrare un popolo indigeno che non aveva mai avuto contatti con la nostra civiltà. Ha fatto loro ascoltare Mozart, al che hanno risposto: «È questa la vostra musica sacra?»
La musica è sempre associata a qualcosa che abbiamo vissuto, ma nel caso in cui sia la prima volta che si ascolta un'aria, attiva anche la zona delle emozioni nel cervello. Anche se si tratta di una musica sconosciuta, la musica rimanda sempre a un'emozione per correlazione e sensibilizzazione.
LO SAPEVI?
L'udito non dorme, anche quando dormiamo, ed è l'ultima funzione attiva prima della morte. Si pratica musicoterapia per le persone in coma.
Quando cantiamo
La pratica del canto, della danza e dell'arte in generale richiama le stesse zone del cervello. Nel caso più particolare del canto, si attiva la motricità fine, con i movimenti della bocca, del viso, ecc. Per quanto riguarda le corde vocali, può trattarsi di una motricità inconscia o volontaria nel momento in cui si vuole ottimizzare il gesto vocale.
E quando imitiamo?
Nel caso di un imitatore, le zone dell'udito e della memoria del cervello sono estremamente sollecitate per archiviare tutte quelle voci. Il Dr Gilles Zah-Bi ritiene che gli imitatori presentino attitudini anatomiche particolari per modificare i propri risonatori e utilizzare la laringe con un'infinità di varietà. Per esempio, hanno certamente una laringe molto elastica e membrane e fasce estremamente flessibili. D'altronde è senza dubbio inevitabile che gli imitatori si allenino come atleti.
IL GESTO VOCALE
Fattori che influenzano il gesto vocale
Il flusso d'aria consente alle corde vocali di entrare in vibrazione, questa vibrazione trasforma il flusso in un impulso acustico. Questo treno d'onde percorre il tratto vocale, la faringe, e viene modificato dai risonatori per produrre la voce.
Ma il gesto vocale è anche il frutto di diversi fattori: è un pensiero che genera un impulso nervoso, che provoca una reazione muscolare, che permette di creare le condizioni per realizzare un suono. Altri elementi circostanziali hanno il potere di aumentare o degradare la performance.
Nell'ambito dell'apprendimento del canto e della musica, quando un'azione volontaria o un pensiero non permettono di ordinare l'azione motoria, si può ricorrere a un'azione esterna. Questa provocherà una reazione che stimolerà i nervi sensitivi per ottenere il risultato desiderato.
IN PRATICA
Sentire la nota con le dita
Quando qualcuno ha un problema di intonazione, uno dei mezzi che Adeline usa per fargli percepire la giusta altezza del suono è quello di mettere le dita sul suo pianoforte per sentire la vibrazione e aiutare a trovare la nota. È un po' lo stesso meccanismo di azione sui nervi sensitivi che utilizza quando chiede ai cantanti di toccare la sua gola per sentire il gesto corretto.
I punti pivot, che rispondono a criteri anatomofisiologici, si basano sulla presa in considerazione di questa consapevolezza del corpo. Sono un insieme di azioni il cui scopo è cantare nel verso giusto, ovvero cantare facendo un gesto sano e senza farsi del male.
«Ogni movimento nel corpo ha un senso: messo nel senso giusto, sarà vettore di ottimizzazione; messo nel senso sbagliato, sarà vettore di degradazione.»
IL CANTO COME CATARSI
La musica, linguaggio delle emozioni
«La musica è il linguaggio delle emozioni. Attraverso di essa si possono liberare i sentimenti difficili e repressi. Il lavoro vocale diventa allora una catarsi che permette di sublimare la sofferenza in bellezza. Quante volte ho visto cantanti rivelarsi, immergersi nel profondo di sé stessi per uscirne arricchiti durante le lezioni di canto di Adeline. Attraverso la musica, qualsiasi esperienza umana può essere ascoltata e validata. Lavorare sulla propria voce significa anche lavorare sul proprio essere. Il canto è un mezzo terapeutico.»
Emma Renaud, insegnante di canto e operatrice di supporto tra pari per la salute mentale, in Anatomie du Chant (Marabout, 2024)
LAVORARE SULL'INTONAZIONE
Nessuno canta stonato per sempre
Questa pagina è tratta dal capitolo 2 di Anatomie du Chant di Adeline Toniutti (Marabout, 2024). Per fare il punto sulla vostra intonazione, il vostro udito e il vostro gesto vocale, il team CALYP vi accompagna.
Contattaci