La suite strumentale: danze barocche ed evoluzione
STORIA DELLA MUSICA
Allemanda, corrente, sarabanda e giga come modelli di ritmo e carattere per l'ornamentazione e il fraseggio barocco cantato.
Fonte Jean Mislin · Musicologo, organista e direttore di coro · insegnante di Adeline Toniutti Nell'ambito delle ricerche di Adeline Toniutti
Che cos'è una suite strumentale barocca?
La suite strumentale barocca è una composizione in più movimenti: una successione di danze (o pezzi di carattere) nella stessa tonalità, con ritmo, tempo e carattere contrastanti, uniti dallo stile. Il nucleo classico del Settecento è Allemanda-Corrente-Sarabanda-Giga, spesso preceduto da un preludio o da un'ouverture alla francese. Per il cantante, queste danze offrono modelli di peso, ornamento e fraseggio nel repertorio barocco.
Origini: dal Medioevo al Cinquecento
L'origine lontana risale alle canzoni da ballo medievali, nutrite dalla polifonia ecclesiastica e poi trascritte per liuto. Si raggruppavano a coppie danza lenta / danza rapida. Nel Cinquecento i grandi centri europei fissano le coppie: Italia, pavana-saltarello o passamezzo-saltarello; Francia e Inghilterra, pavana-gagliarda; Germania, Vortanz-Nachtanz. Si aggiungono altri pezzi; alcune intavolature di liuto ne riuniscono fino a cinque.
Il termine Suite compare per la prima volta nel 1557 nel settimo libro di danze di Pierre Attaignant (« Suyttes de bransles »). La corte di Enrico IV e la tradizione del balletto scenico ancorano in Francia una suite legata alla pratica di corte e al contrasto metrico. In Italia Petrucci e la cultura della variazione arricchiscono la scrittura strumentale. L'interazione degli stili nazionali (italiano, francese, tedesco, inglese, spagnolo) prepara la suite barocca.
Seicento: intelaiatura francese e scuole nazionali
Verso il 1620 i liutisti francesi fissano l'intelaiatura Allemanda-Corrente-Sarabanda, preceduta da un preludio libero non misurato che permette di verificare l'accordo complesso del liuto e spiega anche l'unità tonale. Quel preludio può cedere il posto a una sinfonia, a una sonata o a un'ouverture alla francese. Si alternano movimenti e tipi di misura per evitare la monotonia. A poco a poco il clavicembalo sopravanza il liuto; la suite diventa musica da concerto e cessa di essere danzata.
In Francia Jacques Champion de Chambonnières fonda la scuola di clavicembalo e aggiunge a seconda dei casi giga, gagliarda, minuetto, pavana, ciaccona, con titoli descrittivi (L'Entretien des Dieux, Le Tambourin des Suisses). In Germania l'influenza francese segna Froberger (cinque suite per clavicembalo nel 1649); verso il 1650 la giga si impone come movimento obbligatorio. In Italia la suite si confonde con la sonata da camera: l'Opus 5 n. 4 di Corelli concatena Preludio-Allegro-Adagio-Vivace-Gavotta.
Settecento: nucleo ACSG, Couperin, Rameau e Bach
Lo schema di base diventa Allemanda-Corrente-Sarabanda-Giga. In Francia Couperin (che parla di Ordres) e Rameau proseguono la tradizione di Chambonnières con titoli descrittivi: Les Moissonneurs, Le Moucheron (Couperin); Les Tendres Plaintes (Rameau). Il Sesto ordre di Couperin (si bemolle maggiore) alterna rondeaux e binari: Les Langueurs tendres, Les Barricades mystérieuses, Les Bergeries, ecc. Alcuni Ordres superano i venti movimenti.
In Germania e Inghilterra Bach, Telemann e Händel moltiplicano le suite per tastiera. Bach lascia una quarantina di suite strumentali: francesi (verso il 1720, senza preludio), inglesi (con preludio), sei per violoncello solo sul modello inglese. La Suite n. 3 in re maggiore per orchestra si apre con una grande ouverture alla francese (quasi la metà dell'opera), poi Air, Gavotta 1 e 2, Bourrée, Giga, perlopiù in forma binaria con modulazione alla dominante a fine prima parte. L'organico mescola archi e continuo, due oboi, tre trombe e timpani; lo spirito del concerto grosso compare a intermittenza, senza un solista unico.
Danze, carattere, double e seconda danza
Le danze si classificano per andatura. Gravi: sarabanda, pavana, ciaccona, passacaglia. Moderate: allemanda, minuetto, polacca, gavotta, forlana. Vivaci: giga, corrente, bourrée, passepied, gagliarda. Il double è una ripresa variata della danza precedente. In Rameau, Les Niais de Sologne (forma rondeau) sono seguiti da due double: terzine, poi un flusso di semicrome, progressione di densità ritmica. In Bach (suite n. 2), il double della polacca affida al flauto solo un arabesco sulla melodia del continuo, prima del ritorno della danza iniziale.
La seconda danza concatena due danze dello stesso nome e poi riprende la prima (es. Bourrée 1, Bourrée 2, ripresa di Bourrée 1 nelle suite d'orchestra di Bach); la seconda è spesso più intima (solo di flauto discreto). L'ouverture alla francese oppone un A lento armonico (puntati) a un B vivo in fugato contrappuntistico, poi un ritorno lento: modello di Lully, diffuso in Inghilterra (Purcell) e in Germania (suite d'orchestra di Bach).
Dominano due strutture: la forma binaria (parti A e B con riprese, percorso tonale tipico), la più frequente; e la forma rondeau (ritornello e strofe in numero variabile).
Declino classico, eredità romantica e Novecento
Nella seconda metà del Settecento la suite è soppiantata dalla sonata, dal concerto e dalla sinfonia. Alcune danze sopravvivono altrimenti: il minuetto diventa spesso il terzo movimento di sonata o sinfonia; Beethoven scrive ancora dodici allemandes. La tradizione riappare trasformata nei romantici: Schumann (Papillons, Davidsbündlertänze), pezzi di carattere legati da un'idea poetica. Nel Novecento, suite orchestrali o di balletto (Čajkovskij, Lo schiaccianoci; Prokof'ev, Romeo e Giulietta), la Suite lirica di Berg o il Tombeau de Couperin di Ravel (preludio, forlana, minuetto, rigaudon) riattivano il modello di danze contrastanti.
Riferimenti cronologici e opere chiave
- 1557: primo uso del termine Suite (Attaignant, Suyttes de bransles).
- verso il 1620: intelaiatura Allemanda-Corrente-Sarabanda presso i liutisti francesi; preludio non misurato.
- 1649-1650: Froberger; giga obbligatoria.
- Settecento: ACSG; Couperin (Ordres), Rameau; Bach (suite francesi, inglesi, violoncello, orchestra).
- Suite n. 3 in re di Bach: ouverture alla francese, Air, gavotte, bourrée, giga.
- Dopo il 1750: declino davanti alla sonata; minuetto integrato nella sinfonia; eredità romantiche e moderne.
Domande frequenti sulla suite strumentale
Qual è la differenza tra suite e sonata?
La suite concatena danze o pezzi di carattere in un'unica tonalità; la sonata organizza i movimenti secondo altri piani (compresa la forma-sonata) e si impone nel classicismo a discapito della suite.
Qual è il nucleo delle danze della suite barocca?
Nel Settecento: Allemanda, Corrente, Sarabanda, Giga, spesso con preludio o ouverture alla francese e danze opzionali (minuetto, gavotta, bourrée…).
Che cos'è un double in una suite?
Una ripresa variata della danza che la precede immediatamente, che addensa ritmo o accompagnamento (es. Les Niais de Sologne di Rameau, polacca della suite n. 2 di Bach).
Perché l'unità tonale della suite?
Storicamente legata all'accordatura delicata del liuto e all'abitudine di raggruppare pezzi nello stesso tono per succedersi senza riaccordare; il contrasto viene da ritmo e carattere, non dal tono.
In che modo la suite aiuta il cantante?
Offre caratteri di danza chiari per fraseggio, ornamento e tempo nel barocco cantato, dal recitativo d'opera all'aria di danza.
PER ANDARE OLTRE
Nel cluster di storia della musica
Fonti e citazioni
Riferimenti e citazioni per approfondire l'argomento.
- Jean Mislin: musicologo, organista e direttore di coro, insegnante di Adeline Toniutti. Note nell'ambito delle ricerche di Adeline Toniutti.
PER ANDARE OLTRE
Nel cluster di storia della musica
PASSARE ALLA PRATICA
Fraseggiare il barocco con chiarezza di carattere
Collegate danze della suite, ornamentazione e tecnica vocale con il team CALYP di Adeline Toniutti.