L'opera italiana dell'Ottocento
STORIA DELLA MUSICA
Bel canto e dramma verdiano: colonna vertebrale del lavoro di proiezione e di acuto in accademia CALYP.
Fonte Jean Mislin · Musicologo, organista e direttore di coro · insegnante di Adeline Toniutti Nell'ambito delle ricerche di Adeline Toniutti
Che cos'è l'opera italiana dell'Ottocento?
L'opera italiana dell'Ottocento va dal bel canto di Rossini, Bellini e Donizetti al dramma di Verdi, poi al verismo di Mascagni, Leoncavallo e Puccini. Per il cantante è la grande scuola di proiezione, acuti e linea: cuore del lavoro lirico con Adeline Toniutti e nelle masterclass CALYP.
Fine Settecento: facilità, stelle e bel canto
Alla fine del Settecento l'opera italiana è in piena decadenza: il libretto conta poco, il bel canto è l'unica cura dei compositori, che scrivono arie su misura per i cantanti-star. Non si ascoltano i recitativi, le arie sono ornate all'eccesso, l'orchestra ridotta al minimo.
Alcuni maestri sollevano il livello. Gioachino Rossini (1792-1868) ha senso innato del teatro: a 23 anni ha già una quindicina di opere di successo. L'opera più caratteristica resta Il barbiere di Siviglia (1816): melodia brillante e comica, acrobazie vocali, modulazioni rapide, orchestrazione e crescendo impressionanti. Poco toccato dal romanticismo, smette di scrivere per il teatro dopo il fallimento di Guglielmo Tell (1829). Influenza enorme a Parigi e Vienna.
Vincenzo Bellini (1801-1835) è ammirato per il genio melodico (armonia più rudimentale). A Parigi dal 1833 incontra Chopin, Liszt, Heine e Rossini. Due capolavori: Norma (1831) e I puritani (1835). Gaetano Donizetti (1797-1848), rivale di Bellini, compone circa 70 opere (due o tre all'anno): L'elisir d'amore (1832), Lucia di Lammermoor, La fille du régiment, La favorite (1840), Don Pasquale (1843).
Verdi: dal bel canto al dramma romantico
Giuseppe Verdi (Busseto, 1813 - 27 gennaio 1901), contemporaneo esatto di Wagner, impara il mestiere quasi da autodidatta. Il mecenate Barezzi gli consente una borsa a Milano; rifiutato dal conservatorio, studia con Lavigna (Scala). Dopo la perdita della moglie e dei due figli, gli «anni di galera» vedono due o tre opere all'anno sotto la pressione di cantanti e impresari.
La trilogia 1851-1853 (Rigoletto, Il trovatore, La traviata) estende la notorietà in Europa. Fedele al bel canto, arricchisce l'orchestra (all'inizio una «chitarra ingrandita») e sceglie soggetti patriottici (Nabucco 1842), romanzi contemporanei o leggenda. Don Carlos (1867) nasce in francese per l'Opéra di Parigi. Dopo circa quindici anni di silenzio: Otello (1887) e Falstaff (1893). Muore il 27 gennaio 1901, dopo aver fondato una casa di riposo per musicisti.
La traviata: emblema del dramma verdiano
La traviata (titolo completo Violetta, ossia La Traviata) è un'opera in tre atti, libretto di Francesco Maria Piave da La Dame aux camélias di Alexandre Dumas fils (1852). Creazione il 6 marzo 1853 a Venezia (La Fenice): fallimento clamoroso; il successo si afferma alla ripresa l'anno successivo. Violetta (soprano drammatico di coloratura) passa dal virtuosismo al lirismo appassionato, a volte morboso.
La partitura mostra il miglior Verdi: efficacia drammatica, novità armoniche e melodiche, preludio che anticipa morte e amore. L'opera prefigura il verismo evitando il cattivo gusto. Per il cantante è scuola di , coloratura e verità emotiva, al centro del lavoro di proiezione in accademia CALYP.
Verismo: realismo lirico e Puccini
Il verismo è il realismo nel teatro lirico: soggetti dalla vita del popolo, passioni semplici (amore, odio, gelosia), senza idealismo eroico. Legato a Giovanni Verga (1840-1922), si unisce al naturalismo di Zola o Maupassant. I compositori ricadono spesso nel cattivo gusto che Verdi aveva saputo evitare. Tre nomi: Leoncavallo (Pagliacci, 1892), Mascagni (Cavalleria rusticana, 1890, scrittura semplice e melodica) e soprattutto Giacomo Puccini (1858-1924).
Ammirato da Verdi, Puccini si allontana dal bel canto verso l'arioso. Manon Lescaut (1893), La bohème (1896, primo trionfo), Tosca (1900), Madama Butterfly (1904), La fanciulla del West (1910); Turandot (1926) si scosta dal verismo e resta il suo capolavoro. Così si chiude il grande arco dell'opera italiana dell'Ottocento, dalla facilità belcantistica al dramma moderno.
Cronologia
- 1816: Rossini, Il barbiere di Siviglia.
- 1831-1835: Bellini, Norma, I puritani; Donizetti, L'elisir, Lucia.
- 1842: Verdi, Nabucco (figura patriottica).
- 1851-1853: trilogia verdiana, inclusa La traviata (6 marzo 1853, La Fenice).
- 1871-1893: Aida, Otello, Falstaff.
- 1890-1904: verismo; Puccini, La bohème, Tosca, Butterfly.
- 1901: morte di Verdi (27 gennaio).
FAQ sull'opera italiana dell'Ottocento
Chi sono i grandi compositori dell'opera italiana dell'Ottocento?
Rossini, Bellini e Donizetti (bel canto); Verdi (dramma romantico); poi Mascagni, Leoncavallo e Puccini (verismo).
Che cos'è il bel canto?
Un'estetica centrata sulla bellezza della linea vocale, sull'agilità e sull'ornamento; a fine Settecento a volte a scapito del libretto; Verdi la ricollega al teatro e all'orchestra.
Perché La traviata è centrale?
Unisce soggetto contemporaneo, psicologia e scrittura vocale prima virtuosa poi lirica: scuola di acuti e verità per i soprani, e modello di dramma verdiano.
Che cos'è il verismo?
Il realismo all'opera: passioni popolari semplici, soggetti della vita quotidiana, legati a Verga e al naturalismo letterario.
Fonti e citazioni
Riferimenti e citazioni per approfondire l'argomento.
- Jean Mislin: musicologo, organista e direttore di coro, insegnante di Adeline Toniutti. Note nell'ambito delle ricerche di Adeline Toniutti.
- Francesco Maria Piave / Alexandre Dumas fils, La Dame aux camélias (1852): libretto di Piave dalla pièce (e dal romanzo) di Dumas fils per La traviata di Verdi.
- Giovanni Verga (1840-1922): principale rappresentante letterario del verismo.
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