Posizionare la lingua e la mascella

PUNTO CARDINE 5

La vocale porta la frequenza delle note fino al pubblico, e la consonante offre l'intelligibilità del linguaggio.

IL MIO METODO IN 5 PUNTI CARDINE

Pronunciate le vocali e le consonanti

« Non si capisce niente quando canti! » « In che lingua canti? » « Articola! Articola! » « Ora che pronunci, è una caricatura! » Il cantante deve cantare in modo intelligibile, ma quando lo fa, a volte gli fa male la gola dopo, oppure gli si dice che esagera, che l'emozione è sparita.

Quando si canta, si deve rispondere della musica e delle parole in ogni circostanza. Esistono punti anatomici che offrono buoni riferimenti per unire le due cose.

TRASFORMARE IL SUONO

Trasformare il suono in linguaggio cantato

Tutto il lavoro svolto con i punti cardine precedenti mira a costruire lo strumento che è la voce. Dal momento in cui si fanno le vocali e le consonanti, si trasforma un suono in linguaggio estetico, perché si tratta di cantare. Il ruolo dell'interprete è di ritrascrivere una musicalità e un significato nelle parole.

All'opera si aggiunge un imperativo supplementare: proiettare la voce al di sopra dell'orchestra. Tutte le vocali devono essere costruite in modo da rispondere ai criteri estetici di omogeneità della voce lirica. Nel musical, la voce è stata proiettata in modo naturale fino al 1964, anno in cui il microfono ha fatto la sua comparsa sulla scena a Broadway. Nel pop, l'emozione è padrona e la voce è sistematicamente amplificata: la vocale diventa lo scrigno che dà la firma vocale.

Che cantiate pop o lirica, la vocale porta la frequenza delle note fino al pubblico e la consonante offre l'intelligibilità del linguaggio.

Pensare la vocale in questo modo permette di disporre di un'infinità di sfumature, di colori e di dinamica. Ci si inscrive qui in una volontà di:

  • Durabilità: non ci si fa male alla voce.
  • Prestazione: una volta che si è fatto un suono, qualsiasi altro suono può essere pronunciato dopo.
  • Adattabilità: si possono produrre tutti i colori e tutte le emozioni in qualsiasi momento.

PENSARE LE VOCALI

La lingua tra i molari superiori

Il canto è una trasformazione dell'aria espirata. Quando si canta bene, si sente dell'aria uscire dalla bocca, ma anche una quantità infima d'aria, un leggero vapore dovuto alla coreografia del velo palatino, che passa dal naso, qualunque sia la vocale. Se ne può prendere coscienza mettendo un dito sotto il naso durante l'espirazione.

La parola vocale, che viene dal latino « vocalis » o « vox » che significa la voce, è un suono della voce prodotto dall'accostamento delle corde vocali su una frequenza che si ritroverà colorata da una posizione della lingua e del velo palatino. Tutto ciò che è bloccato o irrigidito è nefasto per il canto.

Le vocali « i » ed « é » sono dette aggancianti: sono vocali chiuse, la bocca è poco aperta e il suono è concentrato. Per pronunciare la « i » correttamente, la lingua deve essere alta e posta prima del palato molle. La « é » mantiene la lingua all'incirca nella stessa posizione, ma arretra leggermente. Nel punto di contatto, queste due vocali occupano più spazio lateralmente: si distendono tra i molari. La lingua prende contatto da una parte e dall'altra dei molari superiori.

Schema della presa di contatto della base della lingua tra i molari superiori per le vocali i, é, u, o e ou
Schema della presa di contatto della base della lingua tra i molari superiori

Illustrazione © Emma Blanc-Tailleur, Anatomie du Chant, Adeline Toniutti

La « i » si percepisce come la più alta, la più brillante, persino la più acida delle vocali. Quando la si canta, si sente che c'è un picco, che è al di sopra delle altre vocali nella linea musicale. Se si sente la propria « i » rotonda, vuol dire che è mal posizionata. Alcuni insegnanti la soprannominano il « nucleare della voce »: molto alta, incanala la voce per salire negli acuti evitando lo scoglio del collasso laringeo.

Il caso della « u » è particolare: la sua posizione è un intermedio tra le aggancianti e le raccoglitrici « o » e « ou ». La lingua resta alta, ma si distende meno tra i molari rispetto alla « i » o alla « é », pur mantenendo un contatto con essi. La « o » e la « ou » si avvicinano un po' di più al velo del palato molle, e la lingua mantiene un contatto tra i due molari, al centro.

IL CONSIGLIO DI ADELINE

Quando si canta, si sentono le aggancianti acide e si tenderà piuttosto a scurirle. Invece non bisogna farlo: questa sensazione è normale, ciò che conta è che chi vi sta intorno senta un suono caldo.

LE NASALI

Le consonanti che passano dal naso

Le consonanti M e N sono nasali: nella loro esecuzione, sono al crocevia tra le consonanti e le vocali. Hanno un ruolo di consonante ma suonano un po' come vocali.

Le cavità nasali sono il luogo di risonanza dei suoni nasali: « m », « n », e il « gn » inglese di singing. È impossibile pronunciare queste nasali tappandosi il naso. Bisogna quindi lasciar passare liberamente l'infima parte d'aria attraverso il naso. Lo si può verificare mettendo un dito sotto il naso quando si canta: si sente un leggero vapore caldo.

Schema della percezione delle consonanti che passano dal naso, M e N, cranio di profilo
Schema della percezione delle consonanti che passano dal naso (M e N)

Illustrazione © Emma Blanc-Tailleur, Anatomie du Chant, Adeline Toniutti

Per pronunciare la consonante « m »: prendete la posizione della « p » con le labbra e soffiate dal naso, con le corde vocali chiuse. Per pronunciare la consonante « n »: prendete la posizione della « l » con le labbra e soffiate dal naso, con le corde vocali chiuse. Si ritrovano questi suoni in maman per la « m » e nounou per la « n ».

Bisogna sempre pensare queste consonanti verso l'alto.

LA MANDIBOLA

Il ruolo chiave della mascella

La mascella è un elemento fondamentale dell'azione del canto. I movimenti e la tensione interna a livello della mandibola possono modificare considerevolmente il suono. Ha la possibilità di agire su tre cose simultaneamente: la qualità del sostegno addominale, la mobilità del velo palatino e l'agilità dell'articolazione, tramite connessioni nervose e muscolari complesse.

Per ottimizzare l'azione della mandibola, si osservano due cose:

  • Il suo asse: scende in verticale. Si può immaginare che gli incisivi mascellari e mandibolari tendano ad allinearsi, con morbidezza, senza irrigidire una posizione. Una mandibola troppo arretrata disturba la laringe.
  • La sua tensione, la sua tonicità: la si pensa tonica e non, come si sente dire spesso, molto rilassata. Aprire la bocca non significa aprire fino a un rilassamento come quando si sbadiglia.
Vista laterale di una mandibola ben posizionata, processo condilare e mascella
Vista laterale di una mandibola ben posizionata

Illustrazione © Emma Blanc-Tailleur, Anatomie du Chant, Adeline Toniutti

Se la mandibola è troppo « rilassata », può provocare un rilassamento della catena muscolare anteriore, ridurre l'ampiezza dei movimenti del velo palatino, modificare l'elasticità della sospensione laringea e disturbare l'articolazione delle parole.

Quando si mantiene una certa tensione nella mascella, si provoca al contrario la chiusura della catena muscolare anteriore, dunque dei muscoli addominali, il che crea la messa in tensione di tutti i muscoli di cui si ha bisogno per controllare il diaframma. Si può allora gestire l'espirazione attiva in modo più efficace.

Domande frequenti

Dove mettere la lingua per cantare le vocali?

Per la « i », la lingua deve essere alta e collocata davanti al palato molle; la « é » mantiene più o meno la stessa posizione arretrando leggermente. Nel punto di contatto, queste vocali si distendono lateralmente: la lingua entra in contatto ai due lati dei molari superiori. Tutto ciò che è bloccato o irrigidito è nefasto per il canto.

Perché la mia « i » suona acida quando canto?

È normale. La « i » viene percepita come la più alta, la più brillante, persino la più acida delle vocali. Si tende a volerla scurire, ma non bisogna farlo: questa sensazione è normale, ciò che conta è che chi ti sta intorno senta un suono caldo. Se senti la tua « i » rotonda, vuol dire che è mal collocata.

Come pronunciare le consonanti M e N cantando?

Per la « m », prendi la posizione della « p » con le labbra e soffia dal naso, con le corde vocali chiuse. Per la « n », prendi la posizione della « l » e soffia dal naso, corde vocali chiuse. Sono nasali: è impossibile pronunciarle tappandosi il naso. Bisogna sempre pensare queste consonanti verso l'alto.

Bisogna rilasciare la mandibola per cantare?

No. Si pensa la mandibola tonica, e non molto rilassata: aprire la bocca non significa aprire fino a un rilassamento come quando si sbadiglia. Una mandibola troppo rilassata può provocare un rilassamento della catena muscolare anteriore, ridurre l'ampiezza dei movimenti del velo palatino, modificare la morbidezza della sospensione laringea e disturbare l'articolazione delle parole.