Domenico Scarlatti

STORIA DELLA MUSICA

Sonate per tastiera, virtuosismo e colore iberico: biografia e stile di Domenico Scarlatti.

Fonte Jean Mislin · Musicologo, organista e direttore di coro · insegnante di Adeline Toniutti Nell'ambito delle ricerche di Adeline Toniutti

Biografia di Scarlatti: l'essenziale

Domenico Scarlatti (1685-1757) è il grande maestro della sonata per tastiera barocca. Figlio di Alessandro Scarlatti, formato a Napoli e poi attivo a Roma, si stabilisce nel 1720 sulla penisola iberica. Maestro di cappella a Lisbona, segue l'infanta Maria Barbara in Spagna. Lascia soprattutto circa 550 sonate monomovimento e un superbo Stabat Mater a 10 voci.

Napoli, Venezia e Roma (1685-1715)

Domenico è figlio di Alessandro Scarlatti, uno dei maestri celebri della Scuola napoletana. È il padre a dirigere i suoi studi: il ragazzo mostra presto grandi disposizioni. Dal 1701 entra come organista e compositore alla Cappella Reale di Napoli. Come si conveniva a un compositore della sua epoca, scrive opere e musica sacra.

Nel 1705, a Venezia, incontra Händel e Vivaldi. Dal 1705 al 1715 vive a Roma: direttore d'orchestra e compositore di opere. Quegli anni italiani forgiarono tecnica, gusto per l'aria e mestiere della tastiera prima della svolta iberica.

Lisbona, Spagna e solitudine creativa (1720-1757)

Il cambiamento decisivo avviene nel 1720. Scarlatti parte per la penisola iberica e vi vive fino alla fine dei suoi giorni. Torna in Italia solo due volte, nel 1724 e nel 1728. Diventato maestro di cappella alla corte del re del Portogallo a Lisbona, insegna clavicembalo all'infanta Maria Barbara, che segue in Spagna dopo il matrimonio con l'erede al trono, il futuro Ferdinando VI.

Perde poco a poco ogni contatto con il mondo musicale europeo e deve forgiare il proprio. Ricevuto dalla più alta aristocrazia e molto apprezzato a Corte, concentra l'invenzione sulla tastiera: un laboratorio isolato, nutrito da influenze spagnole e da una libertà armonica rara nel barocco tardo.

Le sonate per tastiera: forma e stile

A eccezione di un superbo Stabat Mater a 10 voci, l'opera di Scarlatti si limita quasi esclusivamente alla produzione per tastiera. Restano circa 550 sonate, quasi tutte in un solo movimento. Vi si scorge l'influenza della toccata per clavicembalo; una sonata corrisponde spesso a una danza isolata della suite strumentale: allemanda, sarabanda, giga, minuetto. Non sorprende quindi la struttura binaria frequente, nel solco della sonata barocca.

Tratti caratteristici: carattere d'improvvisazione; effetti di contrasto e di sorpresa; armonia spesso imprevedibile, modulazioni audaci; acciaccatura (specie di appoggiatura breve suonata insieme alla nota reale); influenza della Spagna in certi giri melodici e ritmici; rinnovamento della tecnica di scrittura per tastiera (salti, incroci di mani) che annuncia la tecnica del pianoforte. Le sonate sono considerate difficili e spesso studiate dai pianisti.

Chopin stesso diceva che i professori di pianoforte erano spesso scontenti che facesse studiare Scarlatti agli allievi, mentre in quella musica ci sono esercizi per le dita in quantità e una buona dose di elemento spirituale elevatissimo, che a volte raggiunge perfino Mozart. Affermava che sarebbe venuto un giorno in cui Scarlatti sarebbe stato suonato spesso e amato dal pubblico.

Riferimenti cronologici e opere chiave

  • 1685: nascita; formazione con Alessandro Scarlatti (Scuola napoletana).
  • 1701: organista e compositore alla Cappella Reale di Napoli.
  • 1705: Venezia, incontro con Händel e Vivaldi.
  • 1705-1715: Roma (direzione, opere).
  • 1720: partenza per la penisola iberica; Lisbona, infanta Maria Barbara.
  • 1724, 1728: unici ritorni in Italia.
  • Spagna: segue Maria Barbara (futuro Ferdinando VI); sonate per tastiera.
  • 1757: morte. Corpus: circa 550 sonate, Stabat Mater a 10 voci.

Tastiera: sonate monomovimento, forma binaria, toccata, danze di suite, colore spagnolo. Vocale: Stabat Mater a 10 voci. Contemporanei: Händel, Vivaldi, Bach.

FAQ su Domenico Scarlatti

Chi è Domenico Scarlatti?

Compositore italiano (1685-1757), figlio di Alessandro Scarlatti, maestro della sonata per tastiera barocca dopo un percorso Napoli-Roma e poi Lisbona e Spagna.

Quante sonate ha scritto?

Circa 550 sonate per tastiera, quasi tutte in un solo movimento, spesso a struttura binaria, con influenze di toccata e danze di suite.

Perché la Spagna conta nel suo stile?

Stabilitosi sulla penisola iberica dal 1720, segue Maria Barbara in Spagna. Svolte melodiche e ritmiche spagnole segnano alcune sonate, in un isolamento creativo rispetto all'Europa musicale.

Che cos'è l'acciaccatura in Scarlatti?

Una specie di appoggiatura breve suonata insieme alla nota reale: ornamento tipico della sua scrittura per tastiera, fonte di sorpresa e colore.

In che modo Scarlatti aiuta il solista di oggi?

Par une lecture attentive de la partition, une intonation sûre et un phrasé au service du texte et de la dramaturgie.

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Fonti e citazioni

Riferimenti e citazioni per approfondire l'argomento.

  • Jean Mislin: musicologo, organista e direttore di coro, insegnante di Adeline Toniutti. Note nell'ambito delle ricerche di Adeline Toniutti.
  • Biografia: figlio di Alessandro Scarlatti (Scuola napoletana); Napoli 1701; Venezia 1705; Roma 1705-1715; penisola iberica dal 1720; Maria Barbara; Spagna.
  • Opere: circa 550 sonate monomovimento; Stabat Mater a 10 voci; tratti (improvvisazione, contrasti, acciaccatura, colore spagnolo).
  • Chopin: difesa di Scarlatti come scuola delle dita e elemento spirituale elevatissimo, a volte vicino a Mozart.

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