Il fry

CLINICA DELLA VOCE

Il fry è il meccanismo 0. Eseguito bene, aiuta a sentire le corde vocali, a risvegliare la voce e a preparare il lavoro su un nuovo registro.

Il meccanismo 0

Il fry è il meccanismo 0. Lo si trova producendo un suono in meccanismo 1, la voce di petto, e poi riducendo notevolmente il flusso d’aria. Secondo il Dr Bruno Coulombeau e il Dr Romain Pérouse, l’aria arriva allora in genere con un flusso troppo scarso per garantire una vibrazione regolare, e quindi una nota precisa: ci si trova al limite del flusso necessario per creare una vibrazione.

Il meccanismo 0, in cui non si mette una tensione eccessiva, non può essere dannoso per le corde vocali.

Due fry all’esame foniatrico

Durante il suo esame foniatrico, Adeline Toniutti ha eseguito due tipi di fry. Nel fry «alla Adeline Toniutti» si osserva una costrizione marcata del vestibolo laringeo, il piano situato sopra le corde vocali, vicina alla voce distorta ma con molta meno pressione d’aria. Le vibrazioni delle corde vocali sono irregolari, e le bande ventricolari si mettono in parte a vibrare.

Nel fry «classico» il restringimento del vestibolo è discreto. Si instaura una vibrazione instabile, senza serraggio, e i cicli vibratori perdono la loro regolarità fino a sembrare casuali.

Sezione frontale della laringe: il vestibolo laringeo, le bande ventricolari e le corde vocali
Sezione frontale della laringe: il vestibolo laringeo, le bande ventricolari e le corde vocali

Illustrazione © Emma Blanc-Tailleur, Anatomie du Chant, Adeline Toniutti

A cosa serve il fry?

Eseguito bene, il fry ha molti benefici: aiuta a individuare la posizione delle corde vocali e a svilupparne la percezione. Eseguito rispettando la sospensione laringea, risveglia la voce in modo efficace e prepara il lavoro su un nuovo registro. Capita spesso di sentire cantanti lirici fare del fry subito prima di entrare in scena, e Adeline Toniutti usa a volte la vibrazione del meccanismo 0 per aiutare a sostenere l’attacco nel registro medio.

Nel parlato, il meccanismo 0 è anche una caratteristica di certe voci, come quella di Jean Lassalle, e alcune persone lo usano per poter parlare dopo l’asportazione di una corda vocale.

Canzoni per ascoltarlo

Per trovare un registro è molto utile ascoltare un cantante che lo pratica, così da farsene una rappresentazione mentale che il cervello potrà poi attivare. Gli esempi di Anatomie du Chant:

  • Size Doesn’t Matter, di Nina Hagen
  • Demolisher, degli Slaughter to Prevail

Esercizi

Trovare il fry

Produci un suono comodo in voce di petto, poi riduci notevolmente il flusso d’aria fino a sentire la vibrazione irregolare del fry. Non mettere alcuna tensione eccessiva e mantieni la sospensione laringea. Puoi usarlo per risvegliare la voce all’inizio del riscaldamento.

Cambiare registro

Affidati alla tua immaginazione per riprodurre un colore di voce che hai sentito. Nel momento in cui passi da un registro all’altro, non abbandonare il punto cardine 2: rispetta la sospensione laringea, altrimenti rischi di farti male.

Questi esercizi vanno eseguiti rispettando i cinque punti cardine. Se soffri di una patologia delle corde vocali, chiedi il parere del tuo specialista.

CALYP

Esplorare i propri registri al CALYP

I registri sono descritti in dettaglio in Anatomie du Chant (Marabout, 2024). Per esplorarli con Adeline Toniutti e la sua équipe, prenota un appuntamento.

Domande frequenti

Che cos’è il vocal fry?

È il meccanismo 0 della laringe. Lo si trova producendo un suono in voce di petto e riducendo notevolmente il flusso d’aria, al punto che la vibrazione delle corde vocali diventa irregolare.

Il fry danneggia le corde vocali?

Secondo Anatomie du Chant, il meccanismo 0, se non vi si mette una tensione eccessiva, non può essere dannoso per le corde. Va eseguito rispettando la sospensione laringea.

A cosa serve il fry per un cantante?

Aiuta a individuare la posizione delle corde vocali e a svilupparne la percezione, risveglia la voce in modo efficace e prepara il lavoro su un nuovo registro. Alcuni cantanti lirici lo fanno subito prima di entrare in scena.